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Nemo
La storia che ci ha cambiato

Nemo significava
nessuno.
Oggi è qualcuno.

Come un cane invisibile ci ha insegnato a guardare diversamente — Novembre 2018

“Era in un canale chiuso, a Comiso — senza nome, senza voce, senza via d'uscita. Non è una storia di Natale. È la storia vera di un cane invisibile, dimenticato da tutti.”

Capitolo I

Un posto da cui non si esce

Forse è caduto, forse è stato gettato — in un canale chiuso dal quale non poteva uscire. Un cane randagio a Comiso, invisibile come tanti altri.

Lo portarono in un canile privato. Rimase in un box sanitario per circa un anno — un anno di isolamento completo.

Lo giudicarono aggressivo e mordace. Ringhiava attraverso la grata a chiunque si avvicinasse. Solo il suo custode riusciva ad avvicinarsi — con cautela — per pulire e lasciargli cibo e acqua.

Il canale dove fu trovato Nemo
Nemo nei primi giorni
“Nessuno aveva tentato di capire che la sua aggressività era soprattutto paura dell'essere umano — quell'essere che di umano non gli aveva dato nulla.”
Silvia e Beppe con Nemo

Capitolo II

«NEMO!»

Un giorno, dopo quasi un anno di prigionia, una volontaria lo nota e riconosce un suo compagno di sventura, Ghibli, anch'egli lì perché considerato mordace.

Questo cane, però, non aveva un nome — solo uno sguardo che gridava tutta la sua disperazione.

«NEMO!» Lo chiama così, mentre gli promette che non sarà dimenticato. Al ritorno, ne parlò col suo gruppo e insieme decisero che avrebbero fatto di tutto per aiutare entrambi i cani ad uscire da lì.

Grazie al tam tam mediatico e alle amicizie sui social, riuscirono a portare Ghibli a Pavia, in una magnifica pensione. Nemo, invece, sembrava non avere speranze per la sua aggressività e non c'erano soldi per una pensione. Chi lo avrebbe preso? Dove si poteva portare?

Capitolo III

Gli angeli non portano le ali

Grazie a un'amica di Milano, i volontari Anpana Comiso hanno conosciuto Silvia. Lei collaborava con Beppe Antonuzzo, un addestratore di cani esperto nel recupero comportamentale. Sapeva che lui aveva il cuore e le mani giuste per aiutare Nemo a diventare il cane che era davvero — ad essere finalmente «qualcuno».

Dopo dodici ore di viaggio — aereo, attese, un cane terrorizzato che non aveva mai visto il mondo — Nemo e Beppe si incontrano. E questo grosso cane nero e mordace nasce per la seconda volta.

Beppe e Nemo durante il training
Nemo impara a fidarsi
“Nemo sembra capire da subito che deve fidarsi, e che qualcosa di veramente buono lo attende.”
Nemo gioca con altri cani
Nemo felice con i suoi amici

Capitolo IV

In meno di un mese imparò a sorridere

Beppe gli dimostra amore e fiducia. Nemo è intelligente e molto sensibile. Non pensa più all'interminabile tempo trascorso nella sua cella, immobile, sporco, solo. Qui ci sono carezze, fiducia, amore e tanti amici, umani e non.

Col passare del tempo — tempo? È appena passato un mese! — Nemo impara a stare con tutti, a sorridere, a giocare, ad amare.

Otto anni dopo

Una vita che nessuno gli può più togliere

Sono passati otto anni. Otto anni di corse al parco, di divani conquistati, di mattine pigre accanto a chi lo ama.

Nemo oggi è un cane sereno. Non ringhia più — non ne ha bisogno. Ha una famiglia, ha un nome che qualcuno pronuncia con dolcezza, ha una vita che nessuno gli può più togliere.

A volte basta questo: qualcuno che ti guardi e decida che esisti.

Nemo oggi
Nemo sereno
Nemo felice dopo otto anni

Rassegna stampa

Ne hanno parlato

Articolo di giornale: La nuova vita di Nemo, dal recupero in un pozzo alla serenità insieme a Silvia
“Ce ne sono centinaia e migliaia che non lo sono e che non dobbiamo dimenticare. Ci sono. Esistono. Sono VITE da rispettare.”
Dai volontari Anpana Comiso

Epilogo

Con gratitudine

Nemo è stato fortunato. Ma ce ne sono centinaia che ancora aspettano dietro una grata — senza nome, senza voce, senza nessuno.

Questo omaggio è dedicato ai volontari Anpana Comiso, a Roberta Bertacco (MI), a Roberta Servidori (BO), a Marzia Zanni (FI) e a tutti coloro, vicini e lontani, che continuano a seguire Nemo.

La nostra infinita gratitudine va a Silvia Pignone e a Beppe Antonuzzo che ci hanno fatto credere nel miracolo della Speranza e dell'Amore incondizionato.

“Da te, caro e commovente Nemo, abbiamo imparato tanto. Ti abbiamo visto lottare contro la paura, nutrire la fiducia, affidarti all'amore dell'altro e desiderare di ricominciare tutto da capo — senza guardarti indietro, senza far prevalere il dolore.”

Ci sono altri Nemo che aspettano.

Ogni adozione, ogni donazione, ogni condivisione può essere l'inizio di un'altra storia come questa.

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